martedì 8 marzo 2016

Quando la carta brucia a 451 Fahrenheit

Il grande poeta tedesco Heinrich Heine (Düsseldorf, 1797 – Parigi, 1856) scriveva nella sua tragedia teatrale Almansor: “Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini”. Il rogo dei libri, la loro distruzione e la loro censura è stata sempre promossa dai regimi totalitari e dai Paesi teocratici in generale, privando all’uomo la conoscenza e il progresso scientifico: dalla biblioteca di Alessandria d’Egitto all’Indice dei libri proibiti, dal rogo dei manoscritti dei Maya e degli Aztechi, agli imperialismi europei, dai regimi nazifascisti a quelli comunisti, fino all’intolleranza dei fanatici musulmani dei nostri giorni.
L’incendio della biblioteca di Alessandria d’Egitto forse è stato l’atto più grave che la cultura umana abbia mai subìto e ha segnato anche l’inizio dell’intolleranza della religione cristiana. Alessandria d’Egitto era stata costruita per volere di Alessandro Magno nel 331 a.C. e grazie alla sua posizione geografica era un crocevia di traffici fiorenti tra l’Occidente e l’Oriente. La biblioteca era dislocata in diversi edifici della città e i luoghi più importanti erano il tempio delle Muse e il Serapeum. La collezione raccoglieva oltre 500.000 rotoli provenienti dall’Egitto, da Roma e dalla Grecia, ma anche dalla Babilonia, dall’India, dalla Persia e persino dalla Cina. Alessandria d’Egitto fu attaccata dai romani diverse volte; nel 48 a.C. da Giulio Cesare, nel 213 d.C. da Caracalla, nel 273 da Aurelio e nel 296 da Diocleziano. Ma se la biblioteca era stata parzialmente distrutta dai romani come conseguenza dei conflitti, dai cristiani viene ordinata la sistematica distruzione dei testi perché considerati eretici. Atanasio (Alessandria d’Egitto, 295 circa – Alessandria d’Egitto 373), ottavo Papa della Chiesa copta e Dottore della Chiesa, nel 367 ordinò che venissero distrutti tutti i testi che non riteneva canonici ed accettabili. Il colpo definitivo alla biblioteca alessandrina fu dato da Teofilo, vescovo di Alessandria, (incerta la nascita, morto nel 412), che guidò un esercito di monaci facendo distruggere il tempio Serapeum che conteneva migliaia di testi, perduti per sempre, e fece trucidare numerosi pagani.

giovedì 3 marzo 2016

8 Marzo, donna e religioni

L’8 marzo si festeggia la Festa della donna in gran parte del mondo. La celebrazione si è tenuta la prima volta nel 1909 negli Stati Uniti per ricordare la tragedia di un gruppo di operaie di un’industria tessile di New York che protestarono per le condizioni disumane in cui lavoravano. Il proprietario, per ritorsione, bloccò tutte le porte di uscita dello stabilimento. Quel giorno scoppiò un incendio e morirono 129 di loro. 
La Festa della donna sarebbe riconducibile anche ad un altro avvenimento accaduto in Russia, quando l’8 marzo 1917, a San Pietroburgo, le donne marciarono lungo le strade chiedendo a gran voce la fine della guerra e manifestando per i loro diritti. In Italia la Festa delle donne venne istituita la prima volta nel 1922.
Ma in questa rubrica vorremmo fare un passo indietro e chiederci: quanta responsabilità hanno avuto (e hanno) le religioni sulla condizione delle donne?

venerdì 26 febbraio 2016

Caro Darwin, ti facciamo la festa!

Charles Darwin è nato il 12 febbraio 1809 a Shrewsbury in Inghilterra, e da tempo il mondo anglosassone lo ricorda con eventi, conferenze e dibattiti che celebrano i valori della ricerca scientifica. Dal 2003, grazie all’Uaar, anche in Italia si organizza il Darwin Day. Il 2016 è particolarmente ricco di appuntamenti e incontri che si tengono in diverse città italiane, dall’8 febbraio al 4 marzo.

Indubbiamente Darwin suscita sempre più interesse e curiosità perché la sua scoperta non riguarda solo l’aspetto meramente biologico ma, come spesso accade per le scoperte scientifiche, coinvolge anche altri campi come la filosofia, l’antropologia, la sociologia e così via. I dibattiti più accesi vengono senz’altro dalla contrapposizione tra il creazionismo e l’evoluzionismo darwiniano. Il creazionismo è la credenza secondo la quale l’uomo è stato generato da Dio così come è riportato nella Bibbia, mentre l’evoluzionismo sostiene che le specie animali e vegetali abbiano origine da specie più antiche che si sono evolute e meglio adattate nel tempo. Ma facciamo un passo indietro per capire meglio questa contrapposizione presente ancora oggi.

Nella prima metà dell’Ottocento in Francia nacque il positivismo, una corrente filosofica che si basava sulla fiducia nella scienza e nel progresso scientifico come base per l’evoluzione sociale. In breve tempo si diffuse a livello internazionale in diversi campi come la biologia, la sociologia, la psicologia, l’antropologia e la tecnica in generale dando l’avvio a nuovi settori di studio dell'uomo compresa la teoria evoluzionistica darwiniana. 

giovedì 11 febbraio 2016

Com’è cambiata la famiglia: Il racconto della molisana Emma



Il 30 gennaio 2016 si è svolto a Roma il Family Day, un evento organizzato da varie associazioni e movimenti cattolici per ribadire l’importanza della famiglia tradizionale, ma è stata soprattutto un’occasione per manifestare contro il riconoscimento delle unioni civili e in particolare del DDL Cirinnà. Tuttavia negli ultimi cinquant’anni il Paese è cambiato molto dal punto di vista economico, politico e sociale e la famiglia italiana ha subìto una rivoluzione, ma il mondo cattolico e una parte della politica continuano a nascondere la testa nella sabbia.

Nel 1970, dopo anni di battaglie civili, il divorzio diventa legge. Da allora ad oggi le convivenze e i divorzi sono in costante crescita mentre si celebrano sempre meno matrimoni; di questi solo uno su due in chiesa. Per essere precisi, basti pensare, secondo i dati Istat, che nel 1980, su una popolazione di 55 milioni e ottocento mila abitanti, si sono celebrati 305.000 matrimoni e avuti 26 mila divorzi, mentre nel 2011, su una popolazione di quasi 60 milioni di abitanti sono stati celebrati 204.830 matrimoni e si sono registrati quasi 54 mila divorzi.

Nel 2012, il Sud registra una crescita percentuale maggiore rispetto al Nord di separazioni e divorzi rispetto agli ultimi anni. Come spiega bene il giornalista Lorenzo Di Pietro de L’Espresso “mentre molte regioni del nord seguono un andamento contrastante, e in calo per qualcuna, al sud aumentano i divorzi e soprattutto le separazioni” e due regioni importanti come la Campania e la Sardegna si portano ai livelli del Nord Italia.

giovedì 4 febbraio 2016

Chiesa e pedofilia (Commissione Onu per i Diritti dell’Infanzia, 5 febbraio 2014)



Stando alle cronache dell’ultimo periodo, il fenomeno della pedofilia all’interno della Chiesa sembra non avere fine, nonostante i buoni propositi degli ultimi papi per debellare questo problema vergognoso.
Il 5 febbraio 2014, la Commissione Onu per i Diritti dell’Infanzia stilò un duro documento in seguito all’esame del rapporto della Santa Sede sul rispetto della Convenzione sui diritti del fanciullo. Tra i punti si legge: “La commissione è profondamente preoccupata che la Santa Sede non abbia riconosciuto l’estensione dei crimini commessi, che non abbia preso le misure necessarie per affrontare i casi di abusi sessuali sui bambini per proteggerli e che abbia adottato politiche e pratiche che hanno condotto alla continuazione degli abusi ed all’impunità dei responsabili[1]”. Nel rapporto si ricorda che i responsabili degli abusi sono stati spostati di parrocchia in parrocchia col tentativo di coprire questi crimini con un codice del silenzio imposto a tutti i membri del clero, sotto la pena della scomunica e i casi di abuso sono stati anche difficilmente riferiti alle autorità giudiziarie nei Paesi in cui sono stati commessi. La Santa Sede viene inoltre esortata a “valutare il numero di bambini nati da preti cattolici, scoprire chi sono e prendere le misure necessarie per garantire i diritti di questi bambini, a conoscere e ad essere curati dai loro padri[2]”.
Al comitato preoccupano le dichiarazioni della Santa Sede sull’omosessualità che “contribuiscono alla stigmatizzazione sociale e alla violenza contro lesbiche, gay, bisessuali e adolescenti trans gender e bambini cresciuti da coppie dello stesso sesso[3]”. Sempre il comitato inoltre, auspicava che la Chiesa rivedesse la posizione sull’aborto quando è a rischio la vita e la salute delle donne incinte modificando il canone 1398 in materia, citando le sanzioni decise dalla Santa Sede nel 2009 in Brasile contro un medico che praticò l’aborto per salvare la vita a una bambina di 9 anni, rimasta incinta dopo essere stata violentata dal patrigno. 

giovedì 28 gennaio 2016

Babele: il più grande dono fatto all’umanità

Roy Batty, il replicante di Blade Runner, se avesse utilizzato i social network nell’ultimo anno direbbe: “Ho letto post di comunisti citare Pound e Orwell per poi sognare uno stato sociale di stampo marxista. Ho letto post di neo-fascisti citare Schopenhauer e Nietzsche per poi difendere Dio, Patria e Famiglia. Ho letto post di politici di sinistra e di destra citare i Padri costituenti, battersi per la legalità per poi essere indagati o condannati. Ho letto post di cattolici citare Twain, Cioran e Osho per poi scatenarsi in difesa del presepe e delle tradizioni natalizie ma nessun commento contro i preti pedofili, i cardinali che accumulano ricchezze o la Chiesa che concede funerali con rito religioso a Licio Gelli. Ho letto post di persone che giuravano di iniziare una dieta per poi preparare e fotografare sperlunghe di carne e pesce. Ho letto post di persone riportare notizie senza verificarne la fonte solo per avvalorare la loro idea. Ho letto post di persone difendere il creazionismo perché credono più a qualche prete che non ha mai sostenuto un esame di biologia che ad un premio Nobel per la scienza. Ho letto post di tifosi di calcio scagliarsi con violenza contro un arbitro o la squadra avversaria e restare indifferenti di fronte agli scandali e ai soprusi della politica …”.
“Ok Roy, che posso dirti, hai ragione ma noi abbiamo avuto Babele, il più grande dono fatto all’umanità! La costruzione della torre di Babele di cui narra la Bibbia (Genesi: 11,1-9) non è stata una punizione bensì un grande regalo. Ci ha consentito di parlare tante lingue, di amare chi ci capiva, ma anche di comprendere l’altro. Ci ha consentito di dubitare e di ricercare, di fare delle scelte e di seguire la nostra natura. Ci ha dato la possibilità di sbagliare ma anche di correggere i nostri errori. In fondo Babele ci ha consentito di confrontarci e di migliorarci, sempre. Caro Roy, immagina per un attimo se 7 miliardi di persone parlassero la stessa lingua, credessero nello stesso Dio, vestissero allo stesso modo, la pensassero allo stesso modo; immagina per un attimo se 7 miliardi di persone fossero tutti cristiani o tutti islamici o tutti induisti. Pensa per un attimo se milioni di persone “postassero” sui social le stesse immagini, gli stessi aforismi, gli stessi commenti. Sarebbe un mondo spaventoso! Per fortuna noi abbiamo avuto Babele perché siamo persone e non replicanti”.
Sante Biello

sabato 2 gennaio 2016

CONTRO OGNI ASSOLUTISMO!



Attualmente nel mondo ci sono 65 Stati che sono in guerra e 668 milizie e gruppi separatisti coinvolti (Conflitti in corso). Se analizziamo questi conflitti, la maggior parte di essi sono causati da credi religiosi o ideologie politiche che incarnano verità eterne, dogmi indiscutibili, principi assoluti; idee che limitano la libertà di pensiero e lo sviluppo di una società, fino a convincere giovani terroristi ad imbracciare delle armi, compiere massacri e farsi saltare in aria. Fondamentale in questo contesto pensare ai tanti conflitti della storia per capire che in effetti spesso nascono sempre dalla stessa matrice, cioè da un’idea assoluta e indiscutibile.

Il pensiero assoluto, sia esso religioso che politico, genera un profondo fanatismo. Nelle varie epoche, in nome di Dio sono stati commessi massacri, eccidi e genocidi. In nome di Dio sono state distrutte opere d’arte di importanza universale, sono stati bruciati libri e biblioteche di inestimabile valore. In nome di Dio sono stati messi al rogo, torturati e imprigionati filosofi e scienziati che hanno dato un contributo fondamentale al progresso della conoscenza. Dalle Crociate allo sterminio delle civiltà precolombiane, dagli Scismi alle Inquisizioni, i conflitti interminabili in Medio Oriente, i genocidi del secolo scorso, l’uomo conosce bene il pericolo del pensiero assoluto.

lunedì 16 novembre 2015

Imagine

"Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace"
John Lennon

domenica 8 novembre 2015

Pubblicato il 7 novembre l’ultimo e-book dal titolo “L’a-Dio e La Storia”

Pubblicato il 7 novembre 2015 l’ultimo e-book dal titolo “L’a-Dio e La Storia” edito da StreetLib‬ Italia e disponibile in tutti i bookstore online. Il Cristianesimo nel corso dei secoli ha edificato un’etica razionale in antitesi al messaggio evangelico. La conseguenza è la legittimazione non solo del potere spirituale ma soprattutto di quello temporale. Eppure nel Vangelo secondo Giovanni 18, 36 Gesù dice: “Il mio regno non è di questo mondo”. Il libro ripercorre alcuni lati oscuri del Cristianesimo: dalle religioni precristiane al Gesù storico, dalla nascita del Cristianesimo allo Scisma d’Oriente, da Maometto alle guerre sante, dallo Scisma d’Occidente alla fine delle civiltà precolombiane, dalla Riforma di Lutero al Concilio di Trento, dai rapporti con i regimi totalitari agli scandali contemporanei come la pedofilia. Ancora oggi le tre religioni monoteiste più importanti al mondo (il cristianesimo, l’islamismo e l’ebraismo), sono responsabili di scandali, terrorismi e conflitti. Il libro non vuole essere solo una sequenza di avvenimenti drammatici che hanno coinvolto la Chiesa, ma soprattutto un auspicio affinché l’uomo possa raggiungere una piena laicità che lo liberi dalle maschere dottrinali e dogmatiche. Vivere senza maschere ci rende liberi. 

lunedì 12 ottobre 2015

Donna e cristianesimo: ai piedi dell’uomo

Dalle interpretazioni ‘femministe’ delle Sacre scritture fino alle recenti dichiarazioni di papa Bergoglio, è in atto un tentativo di riscattare la figura femminile nel mondo cristiano. Ma il posto delle donne nella storia del cristianesimo è sempre stato subordinato a quello degli uomini e le ‘aperture’ di Francesco non sembrano contenere in realtà novità rilevanti: le donne sono certamente fondamentali nella visione cristiana, ma il loro posto è sempre accanto, un po’ sotto, agli uomini, come Maria ai piedi della Croce.

di Carlo Augusto Viano, da MicroMega 5/2014

Da Roncalli a Bergoglio
Nel discorso del 25 gennaio 2014, rivolto ai partecipanti al Congresso nazionale promosso dal Centro italiano femminile, papa Francesco ha riconosciuto «l’indispensabile contribuito che le donne recano alla società, in particolare con la loro sensibilità e la loro intuizione dell’altro, il debole e il non protetto». Si è detto rincuorato dal fatto che «molte donne condividessero con i preti la cura di persone, famiglie e gruppi» e ha espresso la speranza che «crescano gli spazi per una presenza più incisiva e diffusa nella Chiesa». Ricordando l’opera delle donne nella conduzione di gruppi di preghiera o nella distribuzione della comunione e pur auspicando l’assunzione da parte loro di nuove responsabilità nella Chiesa e nella vita civile, il papa ha ammonito che tutto ciò «non può far dimenticare la funzione insostituibile della donna in una famiglia». Qui si rivelano «i loro doni di delicatezza, speciale sensibilità e tenerezza» e si esplica la loro indispensabile funzione nel trasmettere «solidi princìpi morali e perfino la fede alle future generazioni».